
Le incisioni rupestri (chiamate anche graffiti o petroglifi sono segni (simboli, scritte e disegni) scavati nella roccia con strumenti appuntiti di vario genere, come una punta di roccia più dura (selce, quarzite) a forma di scalpello, utilizzando una tecnica di picchiettatura, guidata o meno da un percussore o una punta metallica (tipo pugnale, di bronzo o di ferro), o incisi per mezzo di una tecnica di raschiatura della pietra a graffio, da cui il nome graffito.
Si trovano incisioni rupestri ancestrali in tutto il mondo a partire da quando è comparso l’Homo SapiensIl Paleolitico superiore va dal 36.000 al 10.000 a.C. E' il Leggi, fino in epoca recente. Solitamente sono presenti in alpeggi da pascolo, vicino a fonti e a torrenti o laghi. Rappresentano sia realtà della vita quotidiana pastorale e agricola, sia figure paesaggistiche, simboliche e fantastiche.
L’interpretazione di queste figure è discussa e varia da quella magico-simbolica, legata a riti religiosi di tipo sciamanico (nelle incisioni più antiche), a quella di figure fatte prevalentemente per passatempo da pastori a guardia di greggi che pascolavano nei dintorni o che si abbeveravano (le più moderne, ed in vari casi ripetute o sovraimpresse, modificando segni più antichi).
Le incisioni rupestri nel Baldo-Garda, la loro scoperta e valorizzazione
Sulle grandi superfici di pietra levigate in un’area che va da Garda a Malcesine, l’uomo lasciò il segno del suo passaggio con una serie di oltre tremila figurazioni, alcune quasi a livello del lago, altre in quota fino a 600 m., a fianco degli antichi sentieri sulle pendici del Baldo. Probabilmente il territorio era frequentato da cacciatori, da pastori, da boscaioli che scolpirono sulla roccia dei disegni, percuotendo con ciottoli di quarzite e serpentino, nel corso di duemila anni.Tutta la sponda veronese del lago di Garda è interessata da questo fenomeno: sono state catalogate più di 250 rocce incise e almeno 3.000 figure.
Le incisioni si trovano su liscioni rocciosi calcarei (Calcari oolitici di San Vigilio, e più raramente su affioramenti di Rosso Ammonitico). Tali rocce sono state modellate dall’ultima glaciazioneIl Paleolitico superiore va dal 36.000 al 10.000 a.C. E' il Leggi würmiana, con striature ondulate, quasi delle onde pietrificate, scavate, strisciate e lisciate da ciottoli e rocce mosse e pressate dal ghiacciaioA partire da circa due milioni e mezzo di anni fa nell’area Leggi in centinaia di anni, nelle sue avanzate ed arretramenti corrispondenti alle varie fasi glacialiA partire da circa due milioni e mezzo di anni fa nell’area Leggi. I comuni più interessati da questo fenomeno d’arte rupestre sono Garda, Torri del Benaco, Brenzone e, marginalmente, Costermano, San Zeno di MontagnaTerritorio montuoso (da 800 m a 2219 m. di quota) della prov Leggi, Malcesine, per una superficie complessiva di circa 40 chilometri quadrati. Ma anche i comuni della val d’Adige e della parte settentrionale del Baldo presentano alcune incisioni (Rivoli V.se, Caprino, Brentino-Belluno, Avio, Brentonico).
Le rocce istoriate sono disposte generalmente lungo sentieri e mulattiere che anticamente collegavano i vari centri lacustri e pedemontani, anche sul versante atesino. Le prime rocce incise furono scoperte in ambito gardesano sulle rocce del Monte Luppia, nei pressi di San Vigilio, dal professor Mario Pasotti, nel 1964, al ritorno dalla Valcamonica dove aveva ammirato i numerosi graffiti là presenti.
I temi e i soggetti delle raffigurazioni sono figure umane ridotte a schema, pugnali, spade, accette, lance, armati a piedi o a cavallo, croci, animaliComplesso delle specie animali proprie di un determinato amb Leggi (cavalli, cani, serpenti, volpi), imbarcazioni appartenenti a tutte le epoche storiche, figure geometriche, tra le quali è frequente il “merler” o filetto, varie forme di cerchi (i cosiddetti “simboli solari”) e coppelle isolate o disposte in forme ritmiche. Molti i simboli religiosi (simboli solari e croci), gli strumenti agricoli e le iscrizioni in caratteri alfabetici.
Queste incisioni furono catalogate dai professori Mario Pasotti e Fabio Gaggia di Garda negli ultimi decenni del secolo scorso. Altri studiosi hanno poi scoperto, studiato e descritto incisioni nel territorio del Baldo-Garda, come Bernardo Bagolini, Renato Fasolo, Roberto Avanzini e Domenico Nisi.
L’abitudine di incidere sulle pietre è perdurata fino ai nostri giorni senza soluzione di continuità, costituendo un prezioso documento per la conoscenza della storia locale.


