Escursione da Prada Costabella al Circo glaciale della Buse
Cestovia biposto Prada-Ortigaretta e, a seguire, seggiovia biposto Ortigaretta-Costabella
Scesi dalla seggiovia (accompagnati da curiose marmotte), si prende la strada bianca che sale a sinistra. Proseguendo diritto, si lascia a destra il Rifugio Chierego.
Esso prende il nome dai due fratelli che lo fecero costruire agli inizi del secolo scorso per poi donarlo alla sezione di Verona del Club Alpino Italiano (CAI). Attualmente appartiene all’Unione Montana del Monte Baldo. La vicina chiesetta di Costabella (o Madonna della Pace), è dedicata alla memoria dei Caduti in Russia. Gli Alpini la costruirono nel 1963 ed ora è stata restaurata a seguito di gravi danni da maltempo.
Al di là del lago si ammira il monte Pizzoccolo o monte Gu, soprannominato anche “naso di Napoleone”. Sotto a bordo lago, le cittadine di Gargnano e Maderno. Abbassando lo sguardo si vedono Prada e San Zeno di Montagna, per arrivare fino alle Rocche del Garda, Bardolino e Garda, nascosta parzialmente dal Monte Belpo. Guardando all’indietro si vedono le creste di Naole e la chiara traccia della mulattiera militare che si sta percorrendo e che inizia da San Zeno di Montagna.


Si prosegue intravvedendo camosci sia a sinistra che a destra ed alcune delle fioriture che accompagnano l’escursione (anemone del Baldo, ranuncolo di Kerner, primula auricula, dafne fior di stecco, dafne minima, soldanelle).
Arrivati alla Bocchetta di Coal Santo, una sella a cavallo tra le due valli, a destra si ammirano i Monti Lessini, più in basso si vede Ferrara di Monte Baldo e in fondo la Valdadige. Si prende ora il sentiero a sinistra che scende tra mughi e rododendri nel circo glaciale delle Buse, una conca di erosione glaciale che ospitava un piccolo ghiacciaio di cresta durante l’ultima fase glaciale wurmiana, con una piccola lingua che scendeva verso il ghiacciaio del Garda (è il più meridionale dei sette circhi glaciali del Baldo) Al paletto con il segnavia rosso e bianco del CAI che va verso il sentiero della Pastora, si prosegue a destra a zig zag nel circo glaciale fin verso il fondo, tra pini mughi e rododendri e prati. Si prosegue a sinistra in direzione ovest fino ad una selletta che conduce ad un grande ripetitore.

Si prosegue superandolo e si scende in mezzo ai prati con il panorama di una vasta porzione del Lago di Garda.
Raggiungiamo il Baito dei Pastori (un tempo sede di un allevamento di cavalli) dove si trova la fonte del Brigaldello, citata dal botanico Francesco Calzolari (1522-1609) e dal naturalista Giovanni Pona (1535 – 1630) come una delle poche sorgenti del Baldo posta in quota. Si prosegue lasciando a destra due grandi pozze nel ripiano di Valvaccara dove d’estate le mucche amano bagnarsi. Più avanti si prende a destra il sentiero che scendendo dolcemente ci porta a malga Valvaccara. Qui si scorge di fronte a sud la stazione di arrivo della bidonvia, che si raggiunge per strada e sentiero.