
L’escursione parte dal Centro educazione naturalistica Dogana Vecchia, porta agli Orti Forestali e al Lago Secco e prevede un ritorno ad anello percorrendo un tratto dell’E5. È quasi esclusivamente in ombra, quindi raccomandabile nei periodi di calura.
L’ispettore Angelo Borghetti è considerato l’artefice principale della realizzazione della Foresta di Giazza. Nei primi anni del Novecento diresse le imponenti opere di sistemazione idrogeologica e rimboschimento, trasformando quelli che erano pascoli degradati nella prima foresta demaniale in Italia, inaugurata nel 2011. È una foresta oggi in equilibrio caratterizzata da piante di specie ed età diverse in perfetto equilibrio tra loro: conifere, faggi e nella parte più alta abete bianco, abete rosso e larice.
Si prende il sentiero che parte in curva alle spalle della Dogana Vecchia seguendo l’indicazione Orti Forestali.
Si arriva in breve ad un ponticello che solca il torrente di Revolto che a Giazza si unisce a quello che scende dalla Val Fraselle per confluire nel torrente di Illasi. Il fondo è ghiaioso, dello stesso tipo di ghiaia che si trova nel Lago Secco. Si entra ora nella zona di riserva che insiste in Trentino (Ala) per tornare poi in Veneto (Verona) quando si arriva sotto il Rifugio Revolto. La Foresta è gestita dalla Forestale italiana ancora dai primi del Novecento.

Si passa il ponticello e si prosegue sul sentiero che risale a zig zag la parete di Dolomia fino a raggiungere l’edificio costruito dal comune di Ala negli Orti Forestali nel 1905. Qui i Forestali diedero vita ad un ampio vivaio di cui permangono i terrazzamenti per la coltivazione delle piantine, soprattutto di abete, usate per i rimboschimenti. Vi arrivava una teleferica che partiva dall’altro lato della valle e serviva per il trasporto delle attrezzature. Si possono vedere il Passo Pertica e il Carega da un lato, la dorsale della Lessinia e il Monte Malera dall’altro e in basso si vede il Rifugio Boschetto e il Vajo di Revolto.

Si prosegue sul sentiero forestale e si seguono le indicazioni per il Lago Secco e successivamente, quelle per Malga Campobrun e Rifugio Scalorbi raggiungendo così il Lago Secco (antico lago formato da una frana staccatasi dalla parete rocciosa orientale che ha formato una diga naturale che in qualche occasione di piogge consistenti si riempie di acqua).
Si prosegue tenendo la sinistra dopo aver superato il ciglio alluvionale della frana per arrivare ad un vasto spiazzo dove le orchidee pianelle della Madonna fioriscono numerose all’interno di recinti disposti dalla Forestale per salvaguardarle. Ha un fiore particolare con labello a scarpetta per attirare i bombi che nell’entrare e nel faticare per uscire si imbratteranno di polline contribuendo alla fecondazione della pianta. E’ uno dei fiori più belli

Si ripercorre all’indietro parte del sentiero da cui si è arrivati e si prosegue a destra in direzione Revolto salendo fino al cippo di confine tra Lombardo Veneto e Tirolo. Da lì il sentierino scende ripido, una sorta di scorciatoia che attraversa la strada che scende dal Rifugio Revolto. Si torna così in breve alla Dogana Vecchia.
