
Il percorso ad anello prevede che si raggiunga il Belvedere, punto panoramico sul primo dente della Sega, per poi andare ai Busoni, gallerie della prima guerra mondiale.
Si parte dal parcheggio del Villaggio San Michele e, superato il camping “Il Faggio”, si prosegue diritti sulla strada sterrata. Si prende poi a sinistra seguendo le indicazioni per Malga Cime. Dopo un tratto tra i prati, si entra in una folta faggeta che in giornate particolarmente calde offre temperature inferiori di 10 gradi rispetto a luoghi all’aperto. La faggeta è posizionata sotto malga Cime, e comprende piante disetanee, con la presenza anche di faggi secolari di circa duecento anni che fanno parte della vecchia riserva della Malga. La malga non comprende quindi solo i pascoli ma anche i boschi che d’estate fungono anche da stalla per i bovini.

Si è sul versante occidentale della dorsale delle Cime mentre alle spalle si può vedere la dorsale che porta da Passo Fittanze a Malga Lessinia e al Rifugio Castelberto. La conca tra le due dorsali rappresentava l’area di alpeggio del comune di Ala, in Trentino, cui appartiene. La valle Aliana che parte da Sega di Ala e va verso il Corno d’Aquilio, scendendo tra corno d’Aquilio e Corno Mozzo, è stata molto importante per le comunicazioni. Nel 1701 fu percorsa dall’esercito del principe Eugenio di Savoia, all’epoca al servizio degli Asburgo, che la salì da Ala con esercito (15.000 uomini), cannoni e armamenti facendoli poi scendere verso Verona con l’intenzione di prendere alle spalle i francesi che ne bloccavano lo sbocco a Rivoli. E infatti li sconfisse cogliendoli alla sprovvista. Un’impresa per quel tempo.
Il sentiero sbuca nuovamente al sole e porta a malga Cime chiamata così perché è vicina proprio alla cima che fa da spartiacque verso la Valdadige.

Arrivati sul crinale, che ci presenta un insuperabile panorama di monti, si tiene la sinistra per raggiungere il Belvedere, proseguendo su un sentiero in salita attraverso un bosco misto. Si raggiunge in erta salita il belvedere del primo dente della sega a strapiombo sulla Valdadige (il primo è a nord e l’ultimo a sud). Si prosegue a sinistra nel piccolo sentierino sotto le rocce e si arriva così al Belvedere dove la vista spazia fino al lago di Garda. Volgendo lo sguardo a sud si vedono le pareti del Corno d’Aquilio con il sentiero dei contrabbandieri che passa al passo di Rocca Pia.

Si scende per lo stesso sentiero e si prosegue diritto seguendo il crinale lasciando a destra Malga Cime. Al punto in cui inizia la discesa e si incontra un ripetitore, si vede sullo sfondo in basso la città di Rovereto. Si attraversa la faggeta e arrivati al fondo del sentiero si svolta a sinistra incontrando subito i Busoni.

Le gallerie, risalenti alla Prima Guerra Mondiale risalgono al 1916 e sono opera dell’esercito italiano, anche se poi non vennero mai utilizzate come cannoniere. La galleria è lunga circa 100 metri e per visitarla è necessaria una torcia. Il cunicolo principale è in leggera discesa e porta a quattro stanze di tiro poste a ventaglio sulla sottostante Val Fredda, mentre una galleria laterale a destra conduce ad altre quattro stanze che puntano Avio e Sabbionara.
All’uscita si prende la strada militare a destra nella faggeta e si prosegue fino al punto di partenza.