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Chiesa di San Marco

San Marco di Pozzo di Valgatara

Località:

Pozzo di Valgatara (Marano di Valpolicella)

Architettura:

Campanile - Arte Romanica; Chiesa - Arte Romanica (rimaneggiata) e Arte Barocca nel rialzato

Scultura:

Altari - Ignoti - Arte Barocca

Pittura:

Affreschi - Ignoto - Arte Gotico Internazionale; Natività - Olio su tela - Michel Meeves - Arte Barocca

Arti minori:

Iscrizione - Ignoto - Arte Romana

Stile:

Arte Romanica - Arte Romanica (rimaneggiata) - Arte Gotico Internazionale - Arte Barocca

Artista:

Ignoti - Michel Meeves

A Pozzo di Valgatara (Marano di Valpolicella).

A circa 100 metri da Pozzo, in mezzo ad un prato (fino a fine’700 cimitero), eretta a cavallo del XII – XIIIsec. e dedicata a San Stefano. Di Romanico rimane: l’ingresso rettangolare in pietra di Prun e conci di tufo, il campanile con bifore (con tetto rimaneggiato e monofore aggiunte) e forse la cornice di tufo dello spiovente del tetto (forse del tetto precedente più basso).

Gli affreschi a cavallo del ‘300 – ‘400 hanno generalmente una dolcezza prerinascimentale con affinità al gotico internazionale (tipico del nord Italia e d’oltralpe), d’ambientazione ancora giottesca (la prospettiva, novità fiorentina arriverà circa cinquant’anni più tardi), come consueto sono stati rovinati dalle nuove aperture di porte, finestre, altari.

All’esterno lato sud affresco scialbato (segni di picchettatura per far sovrapporre nuovo intonaco) di Crocifissione di metà’400, nell’angolo sud lapide romana con un voto a Giove (IOVI OM), se raccolta nei pressi è testimonianza della presenza di un sacello pagano dove oggi c’è la chiesa.

Interno chiesa a pianta basilicale ad aula unica, tetto a capriate (travature di legno a triangolo, elemento tipico del romanico).

Di fine’300–primo’400 le finestre gotiche del lato sud (forse per dare un po’ più di luce, al posto delle monofore romaniche) e vari affreschi: Santa Caterina d’Alessandria (martirizzata con la ruota, che regge la palma del martirio poco visibile), Madonna della Misericordia (sono visibili solo i piccoli fedeli vi si legge la data 1387), Crocifissione (più arcaica con linea più dura delle altre pitture, Madonna in trono, Santa Maria Egiziaca (in penitenza vestita solo dei suoi capelli) con San Floriano (guerriero altri lo attribuiscono a San Maurizio), forse sono romanici, i sono alcuni sottostanti minuscoli frammenti d’intonaco.

Nel primo ‘500, gli abitanti di Valgatara rifiutano di versare la decima sui novalia (terreni messi a coltura per la prima volta) ai chierici di San Floriano, con tanto di giurista cittadino (Nicola Guantieri), inoltre lamentano la distanza dalla pieve e l’assenza di un cappellano; infine i fedeli si impegnarono in perpetuo a pagare la decima sui novalia in cambio di un sacerdote residente, salariato dalla pieve e dalla comunità, il transatio (22 aprile 1506) nomina il primo cappellano, Benedetto da Mantova, eletto con il consenso dell’arciprete di San Floriano, per celebrare messa nella chiesa dei Santi Fermo e Rustico nei giorni festivi ed in quella di San Stefano per due giorni il mese non festivi.

Di fine’500 – 1605 (visita pastorale): trasformazione dell’abside da semicircolare in coro quadrangolare; apertura della cappella di San Marco a nord (cui sarà dedicata la chiesa forse in onore della Serenissima) datata 1614 (ultimi lavori), ora contiene uno scenografico e barocco dipinto della Vergine trafitta dai sette dolori, incorniciata illusionistici intagli, angeli ed architetture, ci sono tracce tardorinascimentali simili a quelle dell’abside.

Pala di metà ‘600 firmata dal fiammingo Michel Meeves, nel lato sud abbiamo una popolareggiante e vivace tela barocca della natività, con pesante caduta di colore a sinistra, in una bella cornice curvilinea che imita il rosso francia (marmo rosso maculato di bianco).

Di fine ‘600 – inizi ‘700 la soprelevazione dell’edificio, il nuovo altare dai curvi decori e consuete porte laterali (con curve più lineari del barocco, quasi un’anticipazione al neoclassicismo), che portano nella settecentesca sagrestia dotata di porta e finestra di tufo con inferriata.

San Marco di Pozzo di Valgatara

Chiesa restaurata prima del 2000 dal Comune di Marano.

Caratteristiche principali

Altri aspetti caratterizzanti

Fonti:

Foto: Gaetano Bonazzi per il Ctg Lessinia
Collana: Le contrade della Lessinia – Le contrade di Marano di Valpolicella – Coordinamento Maurizio Delibori (parte analizzata di Paolo Villa) – Ctg Lessinia – 2007