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- natura, cultura, arte e architettura della Montagna Veronese -

La Valle delle Sfingi

Località:

Campo Silvano

Geologia:

Rocce sedimentarie. Conformazioni tipiche

Botanica:

Area prativa attorniata da boscaglia mista

Fauna:

Presenti mucche al pascolo in periodo estivo. Caprioli, volpi, tassi.

Nella Valle delle Sfingi. Incontriamo quindi nella valle la contrada Buse di Sotto (1220 m), costituita da due costruzioni immerse nel paesaggio suggestivo delle Sfingi. Una delle due costruzioni è crollata; l’altra invece, rivolta a Sud, è il tipico edificio composto da casa a due piani, stalla (molto bella), fienile e un’altra piccola stalla, forse un porcile. Dietro l’edificio crollato possiamo vedere una bella «giassàra» tonda, per la conservazione del ghiaccio, molto ben conservata. La Valle delle Sfingi presenta una serie di grossi monoliti in calcare (rosso ammonitico ed oolite di San Vigilio), variamente modellati dalla disgregazione e dall’erosione, allineati longitudinalmente sul fondovalle e regolarmente distanziati l’uno dall’altro. Si sono originati per l’erosione e la dissoluzione di uno strato di rosso ammonitico che spesso poggia su di una base di Dogger selcioso (più facilmente erodibile) composto di oolite di San Vigilio, formando così delle forme a fungo. Il rosso ammonitico che compone i monoliti è stratificato in senso orizzontale mostrando così le varie fasi di sedimentazione a cui è andato soggetto.

Partendo da qui e salendo verso Nord, passando attraverso l’apertura del muretto alla nostra destra, arriviamo ad una pozza, presso la quale è posta una lapide del 1657 che ci ricorda come l’ambiente allora fosse diverso. In questo punto infatti una donna venne sbranata da un lupo. L’iscrizione, difficile da leggere, dice: «CO(ntrada) VELO P. IL CAS(o) FORD(?) DI MADA(lena) DE LA VALE 16 57» (Valle è una contrada poco distante da Camposilvano).

Scendiamo di nuovo lungo la valle verso Camposilvano e passiamo attraverso il «Brutto» (1194 m) costituito da un edificio moderno e da una vecchia stalla con fienile rimodernato. Bisogna ricordare che il nome antico di questa parte della Valle delle Sfingi era appunto «Vajo del Brutto». Da qui possiamo vedere un’altra delle tante formazioni carsiche di questa zona: davanti a noi si trova appunto il «fungo di Camposilvano», meglio, secondo la tradizione, «el sengio de l’orco», portato qui appunto da un orco per permettere alle «fade» di legarvi un capo di corda per stendere il bucato…

Caratteristiche principali

Altri aspetti caratterizzanti

Fonti:

Wikipedia.

Foto: Delibori M., Lazzarin G., Bonazzi G.

Bibliografia: Le contrade di Velo Veronese – Editore: CTG Lessinia