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- natura, cultura, arte e architettura della Montagna Veronese -

Preistoria del Monte Baldo – 3

Località:

Monte Baldo

Periodo:

Preistoria

Clima:

Alta montagna

MESOLITICO (dall’ 8.300 al 4.500 a.C.)

Durante il periodo mesolitico il clima subì grandi modificazioni con progressivo aumento della temperatura con inverni freschi ed estati asciutte. Le pendici montane si coprirono di foreste, le valli e le zone collinari di querceti, mentre animali non adatti al nuovo clima erano diminuiti, si popolavano, invece, sempre più di cervi, caprioli, buoi selvatici e cinghiali.

Gli uomini si riunivano in piccole comunità mobili e per meglio adattarsi alle condizioni climatiche, cercavano di utilizzare tutte le risorse disponibili del territorio con la caccia, la pesca, l’uccellagione e la raccolta di frutti spontanei. Cominciarono ad addomesticare e utilizzare gli animali, come il cane, ma non avevano imparato ancora a spargere semi ed  a raccogliere messi che avverrà nell’età successiva.

 Oltre ai bivacchi e ai campi stagionali in alta quota, stabilivano il loro accampamenti a ridosso di pareti rocciose, ai piedi di conoidi detritiche, nei fondi vallivi, in prossimità di torrenti o corsi d’acqua. Si rifugiavano anche nei ripari sotto roccia, sporgenze naturali ancora esistenti nella costa sud-occidentale del Belpo, protetti dai venti freddi ed esposti al sole come al Riparo del Girovago, Ventre del Cavallo, Gronda della Casa, Cimo, Cordespino. Situati ad una quota tra i 600 e i 1500m erano collegati tra loro da piste e sentieri ancora visibili.

Utilizzavano come dimora anche i covoli, larghe cavità rocciose ma poco profonde, poste tra i 400 e i 1800m di altezza nei covoli di  Coali del Barbera, della Creta, di Cengia Rossa, di Cengia Camera, di Nissios, di Presina, della Corona, della Striscia e del Santo sul Baldo veronese. Furono trovati manufatti litici asce di selce, bulini, scalpelli e punte di freccia nelle vicinanze delle scarpate dei covoli e nei sentieri adiacenti poiché i ripari sotto roccia e i covoli furono usati nel corso dei secoli da pastori e da greggi e quindi ripuliti da detriti e dagli oggetti ritenuti inutili.

Riparo di Cengia Camera di Caprino

Alcune località già frequentate nel Paleolitico Superiore, continuarono ad essere utilizzate anche nel Mesolitico come testimoniano i reperti litici a Fontana della Teia 1200m, Madonna della Neve 1100m, Malga di Albarè, Pian di Festa di Brentino 660m, San Zeno di Montagna nel veronese e nel Trentino a Malga Campo, e ai piedi del Monte Altissimo di Nago 1635m e Pian di Festa di Brentino dove furono rinvenute una serie di graffiti geometrici.                                                                           

Caratteristiche principali

Altri aspetti caratterizzanti

Fonti:

da “Monte Baldo” CT.G. – Verona – A.A.V.V.